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La madre di Partha Pratim Das Mahapatra aveva solo 37 anni quando ha sviluppato gravi complicazioni cardiache. È stato solo dopo l’intervento chirurgico che i medici hanno individuato la causa alla base dell’anemia cronica non trattata.

L’anemia colpisce circa una persona su quattro in tutto il mondo. Eppure, nonostante sia facile da curare, spesso non viene diagnosticata. I test tradizionali richiedono prelievi di sangue, il che spesso scoraggia lo screening, in particolare tra i bambini, le popolazioni rurali e le persone che non hanno facile accesso alle strutture sanitarie.

Mahaptra ha costruito una carriera di successo nel campo dell’ingegneria del software e dei sistemi IoT presso aziende quali Capgemini e Grant Thornton. Tuttavia, nella sua mente era sempre presente la sfida rappresentata dall’introduzione su larga scala di test per l’anemia. A quel punto ha deciso che era giunto il momento di trovare una soluzione. Ha fondato EzeRx e ha deciso di rimuovere completamente quella barriera.
“I problemi di salute di mia madre mi hanno spinto a dare un contributo concreto”, afferma. “Nella mia professione, si parte da un problema complesso e lo si trasforma in una soluzione, così ho pensato di mettermi al lavoro per risolvere questo problema”.
Creazione di una soluzione senza ago per i test
Mahapatra ha deciso di cercare una soluzione ideale in cui l’esame per l’anemia non richiedesse alcun prelievo di sangue. Per tre anni e mezzo, Mahapatra e sua moglie e cofondatrice Chaitali Roy hanno sperimentato diversi approcci e metodi per trasmettere, acquisire e interpretare la luce al fine di diagnosticare l’anemia, in alternativa ai tradizionali prelievi di sangue. Hanno provato ad illuminare l’occhio, poi il letto ungueale. Alla fine, hanno concentrato la loro attenzione sulla punta delle dita.
È nato così EzeCheck, un dispositivo portatile compatto e non invasivo che rileva i livelli di emoglobina quando l’utente vi appoggia un dito. EzeCheck si avvale della spettrofotometria, in cui la luce bianca viene riflessa dalla punta del dito, oltre all’analisi dei segnali ottici e ad algoritmi di intelligenza artificiale e apprendimento automatico per stimare i livelli di emoglobina.

Con una precisione da laboratorio, il test è indolore e fornisce i risultati in meno di un minuto. Non solo: è anche sostenibile. Eliminando i materiali monouso per i test e riducendo la dipendenza dai laboratori centralizzati, EzeCheck ha contribuito ad evitare la produzione di oltre 15 tonnellate di rifiuti biomedici, a risparmiare oltre 46 chilotonnellate di emissioni di carbonio e a preservare più di 6.000 litri di sangue che altrimenti sarebbero stati prelevati per i test.
“Eliminando gli sprechi e la complessità dai dispositivi medici, non ci limitiamo ad ottimizzarne le prestazioni: tuteliamo i pazienti, le comunità e il pianeta”, afferma Mahapatra.
Riprogettazione di EzeCheck con Autodesk Fusion
Man mano che EzeCheck veniva adottato su scala sempre più ampia, Mahapatra e il suo team hanno deciso di riprogettare il dispositivo per consentirne la produzione in serie e garantirne una maggiore durata, avvalendosi di Autodesk Fusion.
In collaborazione con l’ingegnere hardware Diptadip Barai, il team ha realizzato l’intera scocca direttamente in Fusion utilizzando un workflow interamente in 3D, modellando ogni singolo elemento, dal piano di appoggio per le dita al supporto del sensore, fino al meccanismo della cerniera. Questo approccio unificato nel cloud ha consentito cicli di iterazione più rapidi e un migliore controllo delle versioni con l’evolversi della progettazione.

Prima di investire in stampi che richiedono un notevole impegno finanziario e considerazioni ambientali, il team ha utilizzato le funzionalità di simulazione di Fusion per sottoporre a prove di sollecitazione ogni componente in plastica. Il team ha valutato lo spessore delle pareti, la struttura delle nervature e i punti di carico, analizzandone la durata e le prestazioni per verificare che il dispositivo fosse in grado di resistere alle condizioni di utilizzo reali.
Grazie alla convalida virtuale dei progetti, il team ha quindi ridotto il numero di cicli di prototipazione fisica, risparmiando materiali, tempo e costi. Il processo ha inoltre contribuito ad ottimizzare la struttura, rendendola più leggera e riducendo al minimo l’uso di materiale, rafforzando così gli obiettivi di sostenibilità di EzeRx.
“Fusion ha rappresentato un punto di svolta per la progettazione del prodotto”, afferma Mahapatra.
Scopri di più su EzeRx, EzeCheck e sui progetti futuri su Design & Make with Autodesk: Designing for health, designing for impact: How EzeRx is reimagining health care solutions for India and beyond
